Ore 5.30 del 4 agosto: approdo al porto di Portopalo di Capo Passero, dopo un’altra indimenticabile notte a bordo dei due pescherecci Di Mercurio e Concetto Padre. Nessuna apparente stanchezza dopo la nottata trascorsa in mare aperto e tutti svegli i partecipanti alla pesca a circuizione (a cianciolo) per un affettuoso saluto ai due equipaggi e per le rituali foto di gruppo davanti alle due “barche”.

L’imbarco è avvenuto alle 20,00 della sera prima, dopo la consegna dei nostri gagliardetti da parte di due nostri guerrieri ai due comandanti e ad Attilio, arzillo giovincello settantenne, romano di nascita, ma ormai portopalese di adozione che ha curato in maniera impeccabile, come due anni addietro, questa nuova esperienza Ibiscus.

Entrambi gli equipaggi ci hanno accolto in maniera briosa e familiare, ci hanno sostenuto e coccolato durante tutta la lunga nottata. Ci aspettavano fin dallo scorso anno, ci hanno anche chiesto dei ragazzi che erano presenti la scorsa volta: sembrerebbero a prima vista, anziani, giovani e meno giovani, uomini rudi, invece tutti affettuosissimi, dal cuore d’oro, disponibilissimi, contenti di avere a bordo i nostri guerrieri ed i loro genitori. Abbiamo condiviso con loro la cena. Addirittura uno dei due equipaggi (Concetto Padre) è stato contento di poter cucinare per gli ospiti.

Poi tutti a lavoro, tutti al loro posto, in assoluto silenzio, ognuno con il proprio compito da assolvere in modo scrupoloso. Giunti nei posti dove l’ecosonar ha localizzato il banco delle alici, obiettivo della pesca, ecco calare a mare la prima scialuppa con la lampara, poi la seconda, anch’essa con le sue potenti luci proiettate verso mare, a contornare la sezione oggetto della pesca. Poi con il peschereccio in un continuo andare e venire, a diverse velocità fra le due scialuppe, per diverse ore, in attesa del momento propizio: tantissima pazienza, una lunghissima serena attesa di tante ore prima di arrivare al momento culmine della nottata.

Nel frattempo noi tutti distribuiti fra la prua a sonnecchiare, o nel pontile o vicino la plancia di comando ad ammirare ogni operazione, sotto un meraviglioso cielo stellato, ad osservare le luci della costa, dei fari e di tanti pescherecci a distanza, a guardare la scia spumeggiante in un mare calmissimo lasciata dal nostro peschereccio ed il volo dei gabbiani, in una notte colma di un odore marino unico, circondati da una leggera ma inebriante brezza di una calda nottata di agosto.

Sorge anche la luna ad illuminare il mare e qualcuno riesce a vedere anche qualche stella cadente. Giunge il momento cruciale: scende a mare la terza imbarcazione, cominciano le operazioni per la gettata a mare della rete (450 metri x 200 di profondità). E’ uno spettacolo poter gustare questa complessa operazione di contorno a ventaglio di tratto di mare, assicurato dalle altre due scialuppe, sotto il vigile controllo di ogni comandante. Al momento opportuno il ritiro della rete, in maniera assolutamente ordinata, frutto di tanta e lunga esperienza: finalmente qualche momento di concitazione, ma tutto prosegue pacificamente, con le alici catturate che saltano nel disperato tentativo di tornare nel mare aperto.

Fortunatamente la pesca è abbondante: si raccolgono tutte le alici che vengono sistemate in tante vasche sottobordo. Si decide di tornare al porto e si cominciano le operazioni di “incassettamento” del pescato sotto i nostri occhi che rimangono estasiati anche durante questa ultima fatica……….., con i nostri piccoli a giocherellare con i piccoli pesci.

Grazie per averci dato anche quest’anno questa opportunità: sarà un ricordo indelebile, per i nostri guerrieri e non solo……. Grazie a tutti i membri dei due equipaggi ed al nostro grande amico Attilio che insieme al nostro instancabile genitore Angelo, ci hanno saputo donare non solo garbo ed ospitalità, ma soprattutto inappagabile attenzione e generosa sensibilità.

(Tutti i genitori presenti hanno firmato le previste liberatorie per la pubblicazione delle foto ritraenti minori)