Dal 2006 la casa di accoglienza Ibiscus è sempre stata il punto di riferimento per tantissimi genitori e ragazzi che hanno potuto usufruire di un servizio essenziale, l’accoglienza. Fortemente voluta da un autentico oncologo pediatrico, il prof. Schilirò, da subito è stata affettuosamente battezzata da tutti “la casetta” per il calore che ha sempre trasmesso a chi l’ha occupata. Nel tempo è stata valorizzata con i murales all’esterno, con un parco giochi, con una nuova ludoteca e con le migliorie alle stanze interrotte da questa inaspettata pandemia. Insomma una comoda struttura utile a chi ne avesse di bisogno, con le sue 8 stanze, dotate di tutti i confort e assegnata alle famiglie a titolo completamente gratuito.

Pur tuttavia noi genitori, soffocati da questa triste realtà che spesso hanno dovuto affrontare i nostri figli, abbiamo sempre sperato che fosse costantemente occupata da uno sparuto numero di ragazzi e genitori: questo poteva significare, forse illudendoci, di un abbassamento di casi di malattie oncologiche pediatriche…. un sogno che ci avrebbe reso felici….

Ed il vuoto totale si è manifestato con l’avvento del covid: un lungo periodo di chiusura, nessuna persona presente, neppure il nostro Alessandro, che con grande professionalità insieme a Giuseppe e tanti genitori totalmente volontari hanno nel tempo gestito questa nostra struttura.

Il rispetto delle regole è stato sempre osservato. Così per la riapertura sono state osservate tutte le regole necessarie per rendere fruibile la struttura: pulizie ancora più accurate, sanificazione, adeguamento dell’auto di servizio, regole ferree per l’ingresso e per la permanenza nelle stanze e nei luoghi comuni.
Non ci siamo preoccupati nei primi giorni per la mancanza di richieste di soggiorno. Del resto siamo stati martellati da ogni mezzo di comunicazione delle precauzioni da adottare, specialmente per quanto riguarda alberghi e strutture di ricezione.

Di contro anche il reparto durante i periodi di degenza dei ragazzi ha adottato regole altrettanto restrittive riguardo la sola presenza della mamma con il ragazzo in cura e divieto assoluto di ingresso ai papà.

Nei giorni scorsi qualcosa è finalmente cambiata sia in Reparto con l’ammissione dell’altro genitore che in casetta con i primi arrivi. Oggi il nostro consueto report serale evidenzia la presenza in casetta di due guerrieri insieme alle loro mamme e di tre papà in altrettante stanze. Ciò vuol dire che domani potranno avere la possibilità in qualche modo di stare uniti, in famiglia, con un solo unico ed univoco intento e grido: torniamo presto a casa e soprattutto guariti!!!

Torna la piena vitalità in casetta, torneranno al più presto anche i volontari a far compagnia a guerrieri e genitori, ma ribadiamo il nostro desiderio: quanto sarebbe bello avere sempre il “vuoto assoluto”.